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SANREMO 2014 - ALBERTO BIANCHERI SINDACO

La vittoria « epocale » di Carlo Capacci a Imperia e gli articoli apparsi sul mio conto nel Levante ligure avevano lasciato di me una traccia in terra taggiasca e, già nel novembre 2013, ricevetti una telefonata da Gianfranco Bertelli, rais di Primocanale, conosciuto durante la campagna elettorale a Imperia. Bertelli mi fece una sintesi del quadro politico di Sanremo: un sindaco uscente forte e imprevedibile come avversario da battere (Zoccarato), il PD ai minimi storici (13%) e la sinistra divisa. Mi disse che stava maturando l’idea di candidarsi a sindaco un certo Alberto Biancheri, non iscritto ad alcun partito, imprenditore nel settore della ricerca per la floricoltura, leader mondiale dei ranuncoli (http://www.bianchericreations.it/).

I NUMERI SUL TOVAGLIOLINO

Ci sentimmo per telefono e andai a trovare Alberto Biancheri a Sanremo con la mia Peugeot 504 cabriolet del ’72, una signora che amo da anni per la sua discreta eleganza. Mi ricevette nel parco di casa sua con l’umiltà e la semplicità del suo giardiniere. Trascorremmo insieme un paio di giornate, attraversando a piedi in lungo e in largo la bella Sanremo, soffermandoci sui focus del suo progetto di città. Grande Alby, ripensando alla paura che ci era venuta quando abbiamo scritto su quel tovagliolino del ristorante le percentuali della politica in campo, ti dico che sei stato bravo, soprattutto a superare tutti i dubbi sul candidarti o no, perchè in politica c’è bisogno - soprattutto adesso - di persone vere come te che ci mettano la faccia.

IL CARROZZONE

Biancheri si dimise con dispiacere dalla presidenza dello stupendo Golf Club di Sanremo - che seppe gestire con ottimi risultati - e iniziò la sua nuova avventura replicando in politica esattamente il suo mestiere di ibridatore di fiori, mettendo insieme cioè quello che io e Giulio Camillino (mio preziosissimo riferimento nello staff) definimmo per tutta la campagna e oltre « il Carrozzone ».  Si, Biancheri mise insieme una coalizione OGM che se fosse stata un fiore sarebbe stato certamente invendibile, ma che agli elettori parve credibile solo perche Alby la seppe tenere insieme sensibilità, impegno, costanza e determinazione (ma che io seppi arricchire di identità, colore. Idee e freschezza).

Due mesi prima della sua candidatura ufficiale iniziò una sorta di pre-campagna. Realizzammo con Primocanale una serie di spot mirati ad aumentare la conoscenza e il « trust » del candidato prima che lo diventasse ufficialmente. Girammo gli spot alla Biancheri Creations, l’azienda di Alberto e, guardandomi in giro, la grande qualità che vidi mi raccontò tante cose di Alberto. Mi colpirono soprattutto i suoi rapporti con i collaboratori, dal primo ricercatore all'ultima donna delle pulizie. Classe innata.

UN DIRECT MAILING "ANALOGICO"

La copy strategy degli spot raccontava tre plus della sua azienda che arricchivano il profilo di Biancheri-persona, voce narrante, di un mix di capacità perfettamente compatibili con il ruolo di sindaco. Lavorai con le parole e con le immagini in modo sottile, quasi subliminale. Programmammo anche l'affissione 6x3, il porta a porta, la radio, le tv, i media on line e per l’immagine della squada di candidati al consiglio comunale. Disegnai in una notte il sito web http://www.albertobiancheri.it/ e la pagina Facebook https://www.facebook.com/AlbertoBiancheriSindaco?fref=ts . L’azione di direct mail, con l’approccio del metodo dialogo di Sigfried Vogele fece bingo stimolando in molti sanremesi (e sanremaschi) la voglia di conoscere personalmente il candidato, che dedicò ogni giono qualche ora del suo tempo agli incontri faccia a faccia con i cittadini. Il centralissimo Point di via Manzoni fu il vero luogo del pensiero, dell’azione e della condivisione della nostra visione di città con i cittadini, anche producendo sussidi visivi in realtà virtuale: https://vimeo.com/118122575 

Realizzai, per divulgare il progetto di Biancheri, un coloratissimo booklet di programma che puoi sfogliare qui: http://issuu.com/mferrari/docs/sanremocittadelbenessere

Ma valore più forte messo in campo però era senza dubbio l’umanità e la generosità di Alberto Biancheri, il suo stile e la sua credibilità. Di quella interminabile campagna elettorale, da me condotta in contemporanea a quella di Giorgio Gori a Bergamo, mi sono particolarmente cari alcuni momenti speciali: la presentazione animata sull’iPad del simbolo che ho creato per la lista « Sanremo al Centro » nel ristorantino-libreria di Daniela Cassini (diventata poi assessore alla Cultura della giunta Biancheri), la buca delle lettere del centralissimo Point elettorale strapiena di cartoline di feedback dell’azione di direct mailing (cartoline arrivate anche settimane dopo la vittoria), lo staff del point con Giiulio, Francesca e l’addetto stampa Andrea Di Blasio (diventato oggi direttore di Riviera 24), le notti a disegnare la grafica del Point con Ale e Micol di Brandsurf (venute appositamente da Piacenza con i loro MacBook Pro per aiutarmi) e la convention al Teatro Centrale con i suoi dieci video motivazionali che hanno caricato a tal punto la sala da costringere Alberto Biancheri ad uscire dal suo guscio di umiltà e bassa voce scatenandolo contronatura nella sua migliore prestazione in pubblico.

SASHIMI AL MORGANA

La campagna elettorale è, come spesso dico, una sorta di metafora della vita, e la vita a me piace fatta di lavoro sodo alternato a piaceri sottili. Ho utilizzato bene i ritagli di tempo (pochi) che la campagna mi riservò per godermi la stupenda terrazza vista mare che mi ha offerto Livio per tanti mesi, le cenette sashimi - molto fuori orario - al Victory Morgana, i gamberi rossi e lo spaghetto con le vongole di Vittorio in piazza Bresca, il coniglio alla ligure di Monica, la moglie di Alby, le serate con lo staff e la rassicurazione di trovare sempre le Gitanes senza filtro dal tabaccaio di fronte al Casinò. Ma per raccontare questa campagna cento fitte pagine non basterebbero perchè fu ricca di colpi di scena che volsero alla fine a vantaggio del mio candidato. « Alcuni candidati mi vogliono al loro fianco perchè sanno che a volte il candidato competitor si ritira » Lo avevo detto ad Alberto proprio nel primo incontro e, come da copione, il sindaco uscente non si ricandidò creando un mese di caos in cui mi infilai a testa bassa con le principali azioni di comunicazione.

AMA IL TUO CANDIDATO, MA NON PERDERE MAI LA TESTA

E’ difficile capire quanto pesi cocretamente in campagna elettorale il mio apporto, quanto valore cioè io possa aggiungere. Dopo 23 campagne combattute e vinte nel quasi 90% dei casi, sono del parere che non è mai il tuo candidato a vincerle ma è il suo competitor che va indotto a perderle. La mia cifra è forse la capacità di penetrare la realtà circostante, smontarla come un giocattolo, leggere nel profondo le persone (e i sondaggi) e prendere quasi sempre una cotta per il mio candidato, amarlo per la persona che è, senza mai perdere la testa, e mettendo in luce il meglio di lui. Grazie Alberto per l’indimenticabile avventura al profumo di fiori.

Ecco un articolo articolo del Secolo XXI

METTI UN FERRARI NEL MOTORE, IL GURU CONSIGLIERE DI BIANCHERI

Il centrosinistra si affida all’uomo della vittoria di Capacci.

SANREMO. Da una parte (Biancheri), un “guru” della comunicazione, Mauro Ferrari, già collaboratore di Renzi all’epoca delle primarie di coalizione, e poi di Carlo Capacci quando vinse le elezioni a Imperia alla guida di una coalizione di “larghe intese”. Dall’altra (con Berrino), uno staff che riunisce persone fidate e amici di partito con cui c’è da tempo un rapporto fiduciario. La campagna elettorale dei due aspiranti sindaco di Sanremo, attesi domenica dalla sfida finale, quella del ballottaggio, si differenzia anche sul fronte della strategia comunicativa. La scelta di Mauro Ferrari, da parte di Biancheri, come esperto per la comunicazione, ha un certo sapore renziano, anche se il noto creativo di Piacenza è stato in passato pure il consulente di candidati del centrodestra, come Massimo Trespidi (ex Pdl, ora nell’Ncd di Alfano), nella sua campagna vincente del 2009 che lo portò alla presidenza della Provincia piacentina. Ferrari ha al suo attivo venti campagne elettorali, di cui 18 vinte; nel 2013 è stato come detto consulente di Capacci, che a Imperia si presentava con una coalizione assai simile a quella guidata oggi da Biancheri a Sanremo. La mano dell’esperto emiliano si è vista nell’allestimento del point di Biancheri in via Manzoni, come quell’“albero della vita” utilizzato come schema grafico per raggruppare i candidati consiglieri e gli argomenti-chiave del progetto di città della coalizione di liste civiche e Pd.

Per Renzi, Ferrari aveva partecipato alla creazione dello slogan “Adesso!”, a Imperia aveva puntato sulla parola “cambiamento”, che ricorre anche con Biancheri, assieme ad altre che richiamano senso civico e di squadra. Biancheri ribadisce la sua linea: «Non bado alle chiacchiere da bar, alle polemiche tra addetti ai lavori, continuo a impegnarmi nel vedere cittadini, stare sul territorio, spiegare ancora meglio il nostro progetto, e magari convincere anche chi al primo turno non è andato a votare».

Un articolo sul quotidiano LIBERTA’

MAURO FERRARI, STRATEGA DEI SINDACI VINCITORI

A Sanremo e Bergamo in sella Biancheri e Gori, i candidati di cui il piacentino ha curato la campagna elettorale

Lo stratega delle campagne elettorali ancora una volta ha portato i "suoi" candidati alla vittoria, strappando la guida delle città alla parte avversa. Domenica sera anche il pubblicitario piacentino Mauro Ferrari ha festeggiato per la vittoria di Alberto Biancheri, a Sanremo, con un sonoro 65 per cento segnando la fine dell'era "scajoliana", e di Giorgio Gori, ex Mediaset, neosindaco di Bergamo per il Pd. Il "guru" delle campagne elet-torali ha fatto ancora una volta centro ma, «per favore, non chia-matemi né guru, né re Mida, né mago», ormai le definizioni si sprecano sul lavoro di questo piacentino che preferisce la modestia e l'umiltà all'onore dei primi posti, che lascia ai protagonisti della sua creatività. «Faccio umilmente il mio lavoro, però mi piacciono le sfide, come la campagna publicitaria che sto conducendo per un'azienda piacentina ormai leader internazionale dei filati». Non c'è mai nulla di scontato: «Il sindaco uscente di Bergamo era un blocco di cemento amatissimo e Giorgio rappresentava la novità, il fatto è che i bergamaschi non amano molto i cambiamenti». Ferrari, come un talismano, ha condotto al successo i suoi "cavalli" attraverso una «strategia condivisa con i rispettivi staff, ma l'impianto era mio». Lui l'ha definita una «campagna stereo», su due fronti, con candidati molto diversi, in città molto lontane. Ha trascorso la domenica sera, lo spoglio delle schede del ballottaggio a Bergamo «era la sfida più difficile, un'attesa al cardiopalma». Il verdetto delle urne ha rovesciato una marea di cittadini per le strade di Bergamo per stringersi a Gori, alla sua bella moglie Cristina Parodi (che indossava un abito simile a quello di Michelle Obama alla prima elezione del marito). «Ma ero collegato in streaming con Sanremo dove Biancheri aveva già 18 punti di vantaggio al primo turno». Una campagna che lo ha visto spesso in automobile «a me non piace proprio, giovedì scorso ho pranzato a Bergamo e cenato a Sanremo». Ferrari si definisce «fortunato, non un genio, ho incominciato con la candidatura del sindaco Giacomo Vaciago nel 1994 e, dico fortunatamente, è andata bene quasi tutte le volte». Vincenti le due campagne per Squeri, la prima di Boiardi e quella successiva condotta per Trespidi, il raddoppio di Reggi a Piacenza, di Antelmi a Fiorenzuola, la scalata di Compiani, alcune sono state avverse: «Ricordo quella di Politi contro Guidotti». La strategia di Ferrari nasce dai tratti caratteriali della persona su cui, poi, libera la sua crea-ività disegnando lo slogan e stabilendo ol piano e gli strumenti di comunicazione. «A Sanremo, città dei fiori, ho giocato sui colori e sulle parole, da "Sanremo a Saremo", la giunta uscente aveva fatto spot elettorali sul "dire", noi ci siamo posizionati sul "fare" con lo slogan « dal dire, al fare insieme »». Ma la cosa più bella dell'intenso periodo, oltre alla vittoria - afferma il pubblicitario - sono i tanti nuovi amici che ti fai.

 

 

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