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PROVACI ANCORA ROBY - ROBERTO REGGI SI RICANDIDA

Il successo dello slogan « La vegna bella » creato per la campagna di Boiardi del 2004 mi ha convinto che in comunicazione tutto è possibile e a volte per essere efficaci occorre (!) assumersi qualche rischio e lavorare lungo un crinale che può prestare il fianco anche a velenose critiche. La soluzione per farle diventare un boomerang è prevederle con puntualità. A tre anni di distanza ho vissuto la ricandidatura di Roberto Reggi come l’occasione di innovare le strategie comunicative della campagna elettorale e forse ci sono riuscito grazie soprattutto alla incosciente fiducia di Roberto nei miei confronti. Di questa bellissima compagna pre-Facebook ricordo alcuni particolari « punti di luce »  che vorrei condividere con te:

LO SLOGAN/LOGO : REGGImi ANCORA

E’ tante cose insieme : uno slogan, un invito al sostegno, un logo flessibile che ha seguito l’evolversi della campagna modificandosi così a ridosso del voto del primo turno :

VOTAmi ANCORA: e diventò infine, al ballottaggio : VINCIamo ANCORA. Tre soluzioni comunicative in solo impianto !

IL COLORE ARANCIONE

Quattro anni prima che lo scegliesse Pisapia a Milano, nel Reggi-bis il colore arancione diventò il fluido potente su cui galleggiò tutta la sua campagna. L’utilizzo esasperato del colore arancione nella comunicazione e in tutti i contesti diventò una sorta di fresca atmosfera in cui agì, con efficacia senza pari, il mio giovane candidato. L’arancione contagiò in breve tempo tutto l’entourage e aumentò il livello di visibilità e caratterizzazione di tutte le iniziative messe in campo. Proprio come nella mia vision iniziale, quel colore diventò un media parallelo che amplificò la forza dei messaggi consolidandone la coerenza.  A fine campagna ci saremmo potuti permettere addirittira di affiggere poster con il solo colore arancio e in quel forte cromatismo si sarebbero potuti leggere slogan i nostri slogan e i nostri messaggi.

Non fu facile far crescere quell’idea perchè producesse risultati. Scelsi, dato il breve tempo a disposizione, di puntare su di una serie di colpi di teatro come il dipingere di arancione il pavimento del point elettorale. Per differenziarlo ulteriormente dai point degli altri candidati e delle precedenti campagne, lo marchiammo con il nome REGGIcorner utilizzando un vistoso neon arancione. In città l’arancione cresceva in visibilità e consenso accompagnando lo straordinario lavoro sul campo di Reggi e di tutto lo staff elettorale, un pool esperto a cui va il più grande merito di questo successo.

 VISIONE ARANCIONE

Ricordo il processo mentale che mi portò alla scelta dell’arancione, principio attivo di questa vittoria. Molto semplice : era l’unico colore lasciato libero dagli stereotipi dei politica. Verde e rosso erano già piazzati, l’azzurro era da evitare, di viola c’era già un popolo. Restavano giallo e arancione. Eliminai il giallo e scelsi l’arancio che peraltro lo conteneva.

L’arancio si posizionava « politicamente » in modo corretto perchè era un 80% di rosso più un 20% di giallo. Prima di sceglierlo però verificai sui miei libri del colore il suo significato intimo e la sua chiave percettiva. Il profilo che lessi sembrava cucito su misura di Roberto Reggi. E arancione fu. Un effetto collaterale curioso nato da questa scelta, mi dissero in tanti, fu che i sostenitori del candidato avverso che avessero avuto nell’armadio capi di quel colore, non avrebbero mai potuto indossarli in quel periodo senza correre il rischio di promuovere il nostro candidato. E, purtroppo per loro, in quella calda primavera le vetrine erano magicamente zeppe di camicie e pullover di quel colore.

VITAMINA R, fa bene alla tua città.

In una email di Sara sul programma, geniale copy, mi attirò l’aggettivo « vitaminico ».  Poche ore dopo mandai in produzione l’oggetto più pazzo della campagna : una bellissima confezione di VITAMINA R, contenenti succulente caramelle all’arancio che andarono divertentemente a ruba. Puoi vedere l’oggetto tra i contributi visivi sul monitor a destra e non perderti la lettura della posologia e delle indicazioni terapeutiche create da Sara.

 LO SLOGAN-INVITO E I SUOI TRE SOLIDI SOSTEGNI

Ancora una volta fu il sondaggio di pre-campagna ad indirizzare la mia creatività. Assaporai soprattutto la cittadella di contenuti analitici che circondavano i numeri, che sono importanti ma restano fotografie sfocate del passato. Lo slogan REGGImi ANCORA nacque dalla riflessione che gran parte dei cittadini, pur apprezzando il lavoro del sindaco nel suo primo mandato, lamentavano disagi causati dai grandi lavori in città e considerava Reggi eccessivamente decisionista. Ritenni interessante allora fargli pronuciare, con lo slogan scelto, parole di consapevolezza e « umiltà », una sorta di invito che significasse « sopportami ancora », una afffermazione forte e diretta che decisi di sostenere con 3 distinti payoff:

REGGImi ANCORA se hai visto crescere la tua città - se hai apprezzato il moi lavoro - se hai fiducia nel tuo sindaco.

La variante dei 3 condizionali darono vita ad altrettanti poster arancioni 6x3 di pre-campagna. Confesso di non avere mai visto in vita mia un poster 6x3 più visibile da lunga distanza.

 IL REGGIcorner

Era un punto di incontro fantastico, sul corso principale di Piacenza, proprio dove oggi c’è un Apple store, un gioiellino di immagine e comunicazione che divenne una delle principali armi vincenti di questa campagna così fortemente sintonizzata sulla leggerezza e sulla differenza. Ma sopprattutto diventò un frullatore di contatti, incontri, conferenze stampa e uno spazio per piccoli eventi. Ricordo che anche il grande Lucio Dalla venne a farci visita. Il Reggicorner era gestito da una staff di « ragazze » straordinarie a cui dedicai l’arancionissimo video « CornerLadies » che puoi vedere nel canale « VIDEO STORIES » in questo sito.

"LA" LETTERA

Se Frank Sinastra è « The Voice», lo Zippo « The Lighter », la Mont Brank «  The Pen», la Ferrari « The Car » e il Martini « The Drink », quella prima lettera scritta a pugno da Roberto Reggi fu « The Letter».Poche righe scritte a mano con inchiostro stiloografico blu (The Pen) in formato elefante (due terzi di un A4), su carta Fabriano, spedita con « invio senza indirizzo » per ridurre i costi ma con una busta personalizzata con il mio brevetto di « affrancatura virtuale localizzata » capace di essere davvero a prova di cestino, sopravvivendo a quel 60% di « mortalità » a cui sono soggetti tutti gli invii elettorali, tranne quelli progettati da me :-). Se l’avesse vista il moi maestro Sigmunh Vogele, genio del Direct Mktg mi avrebbe detto BRAVO. Puoi leggere nel monitor qui a destra questa piccola lettera, poche parole semplici, una calligrafia vera, un impatto minimale ma potentissimo. Impiegammo un giorno intero io, Sara, Renza, Roberto e Stefano (il più grande stratega politico che conosco) a distillarne il contenuto e il risultato fu, amio giudizio, la più bella lettera elettorale mai scritta.

 AGENDO

Più che parlare, fare, agire. Come ultimo strumento di comunicazione della campagna creai AGENDO, un booklet che presentava nelle prime 20 paginette il programma visivo del candidato sindaco, magistralmente illustrato dagli acquarelli di Liza Schiavi. A quella sintesi seguiva una vera e propria agenda 2007>2012 che riportava in tante pagine piccoli approfondimenti di programma localizzati nel periodo. La copertina (ovviamente arancione) recitava «  AGENDO 2007-2012, cinque anni per crescere ANCORA. In questi cinque anni quel booklet mi è servito in tante occasioni, mantenendo appieno la difficile promessa di essere « a prova di cestino ». Di questo libretto « like Molesckine » ho fatto stampare, in coda alla tiratura, qualche centinaio di esemplari blank che continuerò ad usare per appunti per tutta la mia vita. AGENDO fu inviata a tutte le buche delle lettere della città e si guadagnò la prestigiosa e velenosissima critica di Vittorio Sgarbi, nemico acerrimo di Roberto Reggi e sostenitore del candidato sindaco avverso. Una interessante performance cartotecnica dello stampato era quella che, aprendolo per la prima volta, usciva improvvisamente un santino ricavato dalla aletta della copertina tranciata prima della cellofanatura.

Penso spesso a questa bella campagna elettorale e a quella straordinaria vittoria. E’ stata sicuramente il giro di boa della mia esperienza in questo campo e continua ad essere una fonte di ispirazione per le mie campagne future, dove la creatività si riverserà soprattutto sui social network.. Ogni campagna per me rappresenta, vincente o meno, una minera di scoperte e di emozioni che tante volte ho pensato di raccontare in un libro. Mi piace pensare che questi appunti siano l’aperitivo che precede quel lungo, coinvolgente racconto.

LA SIGNORA IN ARANCIONE

Per finire un piccolo episodio che mi capitò nel corso di un evento arancione in Piazza Cavalli. Facendosi spazio tra una marea di gente, mi si avvicinò Paolo accompagnato da una signora bionda che indossava un elegantissimo impermeabile arancione. Paolo, rivolto alla donna disse : «Signora, è lui che ha inventato l’arancione » La donna si presentò sorridente e mi disse : « La cercavo per ringraziarla di cuore, avevo nell’armadio questo impermeabile arancione da diversi anni, mi ricorda momenti molto belli della mia vita, ma non ho più avuto il coraggio di indossarlo. Questa sua idea mi regalato questa opportunità e mi ha fatto felice ». Ricordo di averla abbracciata con particolare trasporto.

 

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