FacebookVimeoYouTubeFlickr

OCCORRE TRESPIDI

Le campagne elettorali sono i momenti più significativi della mia attività, nel senso che mi costringono a usare l’intero arsenale in mio possesso: la mia esperienza di marketing, la creatività di grafico e di copy, il mio buon senso e la mia resistenza fisica. Ogni campagne elettorale assomiglia a una vita e come tale va vissuta. E io ne ho vissute davvero tante. Nel febbraio 2009, a due anni dalla vittoria di Reggi Sindaco, Gian Luigi Boiardi, presidente della Provincia di Piacenza uscente - eletto 5 anni prima con la mia campagna « La vegna bella » per il cetrosinistra - mi chiese di curare la campagna della sua ricandidatura a presidente dell’ente. Accettai.

Pochi giorni dopo l'inizio del mio nuovo impegno, l'amico Patrizio mi telefonò per dirmi che Massimo Trespidi, candidato alla presidenza per la coalizione di centrodestra, aveva manifestato il forte desiderio che fossi io il responsabile delle sua campagma. Ovviamente rifiutai seccamente. Patrizio però non demordeva e, a giorni alterni, adducendo motivazioni sempre diverse, ritornava all’attacco. Cominciai dunque il lavoro con lo staff del presidente Boiardi soffrendo tremendamente della mancanza di Renza e Stefano, colonne strategiche e operative delle mie precedenti campagne. Proposi di inserirli nello staff ma trovai resistenza invalicabili. Iniziai dunque la delicata fase di budgeting della campagna Boiardi 2, un'elaborazione durata due settimane che produsse un piano (Pert) dove erano identificati e valorizzati gli strumenti, l azioni, i media e gli eventi della campagna, organizzati in una timeline particolareggiata che produceva due livelli di spesa, di minima e di massima. Lo sviluppo temporale era di 3 mesi e comprendeva 3 fasi: la pre-campagna, il primo turno e l'eventuale ballottaggio.

L’investimento che ne risultò era meno della metà di quanto si fosse speso nella precedente campagna (BOIARDI 1). Sorprendentemente, opo una settimana di silenzio dalla presentazione, telefonai per sapere le loro valutazioni sul piano e sul budget previsto. Ottenni un appuntamento e, per farla breve, dopo continue richieste di rimaneggiamenti e tagli, il piano non venne accettato e restai con un palmo di naso, con quasi un mese di lavoro andato in fumo (Gitanes senza filtro). La motivazione che addusse lo staff è che avrebbe « rifatto in casa » lla strategia e la comunicazione della campagna, senza l’apporto di consulenti esterni. (Ciò in realtà non avvenne. Si avvalsero di due consulenti esterni che, però guarda caso, a metà campagna rinunciarono all’incarico. Alla fine dei conti calcolai che spesero una cifra del tutto simile a quella da me preventivata, con la differenza non da poco che la campagna la persero addirittura al primo turno. Qualche giorno dopo la ferale notizia del mio « licenziamento in tronco » peraltro senza nulla pretendere per il lavoro svolto (avevano nelle loro mani un piano già fatto da me),  mentre cancellavo con rabbia dal mio Mac i file della campagna abortita, suonò il telefono : era ovviamente l’amico Patrizio con la sua tortura della goccia a richiedermi questa volta almeno un breve faccia a faccia con  Massimo Trespidi.

Ero libero. Accettai l’incontro e Incontrai Massimo Trespidi e i suoi baffi.

Mi disse che da anni apprezzava molto il mio lavoro in quel campo e che non aveva mai perduto la speranza di avermi al suo fianco, anche contro il parere della maggior parte della sua coalizione. Accettai con piacere di fare la campagna per lui, gli comunicai il mio compenso e l’ordine di idee delle spese per la campagna. Accettò la mia offerta. Era la prima volta che affrontavo una campagna elettorale con una piccola motivazione: un sano e sottile spirito di rivincita.

Era la prima volta che lavoravo per il centrodestra, la cosa fece notizia sui media locali e molti si chiesero come avrei fatto a sopravvivere a quel cambio di atmosfera. A parte i gap organizzativi di quella parte politica e l’assoluta mancanza di volontari e militante, mi fu facile soprattutto perchè le mie campagne non sono mai sfide tra partiti, ma la competizione di una persona in carne ed ossa.. con o senza baffi. Dedicai la prima settimana di lavoro a incontrare di giorno Massimo e di notte me stesso. Era importante entrare in simbiosi con lui per scoprire ogni sfaccettatura del suo carattere, i suoi punti di forza e di debolezza, le sue virtù nascoste. L’immagine di un candidato non la si può costruire, occorre solo farlo uscire dalla penombra o filtrare la troppa luce che lo illumina. Iniziai anche un accurato studio di riposizionamento di Massimo analizzando le foto di repertorio utilizzate dai quotidiani che documentavano il suo lavoro di insegnante, di assessore prima e di consigliere comunale di minoranza poi. La ricerca mi convinse che Massimo era da tempo inscatolato in uno stanco clichè in scala di grigi. Gli chiesi allora di aprire tutti i suoi cassetti e di portarmi una valigia di sue foto. Ricordo benissimo quando arrivò sotto casa mia con quello scatolone, sorridente e fiducioso, Il giorno stesso analizzai quella montagna di foto e, a un certo punto, vidi una grande foto che lo ritraeva in tuta e numero di gara mentre correva la Marathon for Unicef a Piacenza. La mia campagna cominciò proprio in quell’istante, quando cioè l’emisfero destro del mio cervello (quello dei due che abbiamo in leasing - il sinistro è di nostra proprietà) registrò la parola CORRE. E cominciò per me quell’introspettiva fase che ben descrivo con la mia « Teoria dello Gnocco » (che non funziona al femminile), un minisaggio che troverete più avanti in questo sito. Iniziò cioè quel mix di tensione di ricerca e di abbandono che favorisce l’accensione dei processi creativi, una sorta di commedia con se stessi, la lotta feroce dell’io che cerca con disperazione subito una soluzione del problema, contro l’io che trova ma che non accetta pressioni ed è disposto a cederla solo in atmosfera di sereno, perfetto equilibrio. Ho sempre pensato che la paura di non farcela, mista alla serenità « statistica » che dimostra il contrario, sia uno degli ingredienti per favorire il processo creativo. Ma anche il sonno gioca un ruolo importante: durante il sonno molte nostre funzioni hardware vanno a regime minimo - esattamente come la funzione « stop » dei computer - per favorire il software che rimette insieme i pezzi della tua giornata, le emozioni, le visioni, per farle diventare scenario. 

Il fatidico « passaggio di corrente » tra emisfero destro e sinistro avvenne un pomeriggio al Lolly Bar di Castell’Arquato. Feci un sobbalzo, corsi alla cassa del bar e chiesi carta e penna e su di un post-it scrissi di getto lo slogan della campagna per Massimo Trespidi presidente della provincia. Era una sola, piccola, elementare, somigliante parola: OCCORRE, con le prime due lettere corsive e il resto regular. Serve, c’è bisogno, OCCORRE, e il poster 6x3 ritraeva Massimo correre in testa alla maratona. Ho conservato quel post-it. Puoi vederlo nello slide-show del monitor qui a destra.

IL TORMENTONE OCCORRE

Se hai lavorato bene, con impegno e passione per arrivare a una piccola o grande scoperta, allora quella scoperta ti ripagherà regalandoti cose che la faranno volare. E’ proprio così. Gli slogan centrati contengono sempre di più di quello che pensavi all’inizio della storia, quasi come se tu non ne fossi il creatore ma un semplice mediatore. Per OCCORRE fu così. Era il primo slogan da me sviluppato in una sola parola. Un punto di arrivo. Dopo di lui creai un altro « singleword » : il fortunato FIDATI di Carlo Capacci per la sfida di Imperia (presente in questo canale)

« OCCORRE » funzionava e la comunicazione lo moltiplicava e ci giocava. Le immagini del monitor a destra raccontano qualche frammento di questa bella campagna vincente, che ha visto nella bellissima convention di apertura il punto di svolta decisivo per la motivazione interna. In una campagna del centrodestra piacentino non si era mai vista tanta gente sugli spalti del palazzetto dello sport. Massimo Trespidi entrò in tuta, correndo alla testa di un gruppo di ragazzi e ragazze sulle note dell’emozionante Praan, composta da Garry Schyman con le parole di una stupenda poesia di Tagore, primo Nobel letterario non occidentale nella storia del premio. Acquistammo i diritti di Praan a Gary Schyman telefonandogli direttamente (sbagliando fuso orario) in piena notte, spuntando un prezzo interessante forse grazie alla sua fase suarem. Scelsi quel pezzo per la sua bellezza e forza emotiva, ma anche perchè su YiuTube aveva ottenuto 23 milioni di visualizzazioni, che nel 2013 si sono più che raddoppiate. Ecco il mitico video in cui scoperto quel brano. https://www.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY

Questo invece è il semplice video che ho utilizzato per la presentazione dello slogan e dei poster della campagna allo staff elettorale di Massimo. http://www.youtube.com/watch?v=VP5CtndZqcc

Ma le campagne sono anche occasioni di incontri interessanti. Nella campagna di Trespidi mi ha catturato il fascino, la brllante intelligenza e la capacità di Patrizia Barbieri (oggi assessore provinciale alla programmazione e sviluppo economico del territorio) con cui ho lavorato sul programma elettorale  Ma voglio fare un caro abbraccio anche a Domenico Bergonzi, al mio fianco in campagna con il suo equilibrio e la sua simpatia. In questi anni non ho mai smesso di frequentare Massimo che, da presidente della Provincia, mi ha gratificato affidandomi importanti lavori nell’area del marketing territoriale. Un ultimo inchino poi a Walter Adami che mi ha supportato con la sua esperienzaa, creatività e concretezza in ogni attimo della campagna. Certe notti, invece, sogno Alessandra Ghisleri di Euromedia, la superstar dei sondaggi di Berlusconi, che curò per noi due ricerche: Alessandra è un mix incandescente di femminilità e competenza che ha come cornice un fantastico studio in un antico palazzo milanese.  

UNA CURIOSITA' CURIOSA: si può notare, al piede dei poster della campagna di Trespidi, come fine copy, la parola ADESSO. Tre anni dopo, non a caso, diedi con quella parola il mio contributo alla campagna delle primarie di Renzi come consulente di Giorgio Gori per la creazione dello slogan del rottamatore. In quell'occasione è nata una simpatica amicizia tra noi che a tratti diventa lavoro comune.

 

 

 

  

Elections stories

Di quella notte di giugno ricordo il rombo misurato dei nostri motoscafi che stanno navigando lenti

Elections stories

 Ho ancora negli occhi lo scintillante blu ciano ricco di azzurrite della Cappella degli Scrove

Elections stories

La campagna elettorale di Giorgio Gori a Bergamo inizia con le Primarie di coalizione del centro-sin

Elections stories

La vittoria « epocale » di Carlo Capacci a Imperia e gli articoli apparsi sul mio conto

Elections stories

La sfida elettorale di Imperia 2013 mi ha coinvolto fino al midollo e la ritengo una delle più stim

Elections stories

Si chiudeva nel 2012 il secondo brillante mandato del sindaco Roberto Reggi e si apriva la campagna

Elections stories

A 30 giorni dal voto la legge elettorale vieta l’utilizzo dell’affissione dei maxiposter sei met

Elections stories

Il successo dello slogan « La vegna bella » creato per la campagna di Boiardi del 2004 m

Elections stories

« La vegna bella », adesso viene il bello. E’ la frase che sussurra un piacentino che

Elections stories

Ti candidano per perdere con dignità? Allora stupiscili e vinci ! E’ con la voglia di v

Elections stories

La magia dei ritratti rubati di Serena Groppelli, fotografa ufficiale della campagna per Paolo Dosi

Elections stories

« Furgoncin », il Porter Piaggio elettrico utilizzato come driver della campagna elettor