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2002 : LA PRIMA VOLTA DI ROBERTO REGGI

Ti candidano per perdere con dignità? Allora stupiscili e vinci ! E’ con la voglia di vincere davvero che entrò in campo Roberto Reggi nelle amministrative 2002.

La campagna iniziò, come spesso accade, al tavolo di un ristorante dove scrivemmo su un foglio a sinistra il profilo del sindaco uscente - un sondaggio gli consegnava un gradimento del 62% - e a destra il profilo del nostro giovane candidato. Da quel foglio partì, 60 giorni prima del voto, una campagna affissioni forte, coloratissima e non senza rischi. Progettammo 7 varianti di poster 6x3 ed occupammo, con varie serie, i migliori spazi di affissione di Piacenza. L’impatto fu straordinario. Un ragazzo sfidava il « vecchio » sindaco non con temi di programma ma con un puzzle di attributi personali competitivi, costruendo un forte posizionamento e inizializzando la campagna su una sfida tra il vecchio e il nuovo, con estrema freschezza e tanta aggressività. In parallelo Roberto, pilotato da uno staff elettorale di grandissima efficacia – che sarebbe diventato il fattore vincente di tante altre canpagne - macinava incontri su incontri esprimendo la sua contagiosissima voglia di fare e di vincere. Una vera corsa, per lottare contro il gap di popolarità che penalizzava all’inizio Reggi.

In 20 partite elettorale che ho fatto dal ’94 al 2013 non mi è mai più capitato di vedere quell’energia travolgente in un candidato sindaco. Associato a Reggi, in quel maggio 2002, nella mia mente c’è un fotogramma mosso: lui che sta balzando sul sedile posteriore della vespa di un volontario. In quella vincente campagna progettai l’evoluzione di alcuni strumenti sperimentati nelle precedenti campagne. Tra questi resta un must il booklet di programma : «  Le prime 10 cose che farò da Sindaco », un 16 pagine illustrato concepito per essere « a prova di cestino », ma anche, nel ballottaggio, il gigantesco poster che occupava tutti gli spazi occupati nel primo turno dai partititi della coalizione. Da quella primavera tengo invece ancora oggi nel portafoglio il piccolo santino/programma di Reggi, un esempio che piccolo è bello. Il sapore della vittoria lo assaporai in anticipo nella convention finale al Palazzetto dello sport, che incoronò Reggi sindaco prima del tempo.

La parola che meglio definisce Reggi è coraggio, quello con cui sa affrontare sfide impossibili e il coraggio di accettare il nuovo nella comunicazione. Mel monitor sulla destra scorrono le immagini di alcuni strumenti utilizzati nella campagna, tra cui segnalo il francobollo virtuale che differenzia il moi mailing dagli altri, e come ultima immagine la prima pagina del  quotidiano che lo immortala vincente con 10 punti di vantaggio sull’avversario.

 

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